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  • Immagine del redattoreDott.ssa Antonella Ciotta

QUANDO LA FINE E’ SOLO L’INIZIO.

Aggiornamento: 4 nov 2022

RICOMINCIARE SI PUO’ !


Tenendo tra le mani le due estremità di una corda, vi siete mai chiesti quale sia la parte finale e quale quella iniziale?

Quali sono i criteri decisionali affinché l'estremità di un segmento ne indichi la fine oppure l’inizio? Entrambi distano l’un l’altro la stessa distanza, dunque soggetti a stessa interpretazione. A questo punto, se ci pensiamo bene, quella che noi percepiamo come la fine magari non è altro che l’inizio di tutto.

Chi nel corso della propria vita, non ha mai vissuto uno stato di malessere psichico ed esistenziale così intenso da indurci a pensare di non avere più le capacità e la forza di andare avanti? E così ci fermiamo. Ci sentiamo come paralizzati, bloccati, allo stremo delle forze..abbiamo toccato il fondo…ma quando ci tuffiamo nelle profondità del mare è proprio toccando il fondo che ci si dà la spinta per risalire.

Consapevoli di ciò, questo è il momento di chiedersi se desideriamo restare fermi in questa oscurita', oppure possiamo dire stop, fine, punto e da lì in poi potremo iniziare a dare avvio al cambiamento, lasciando andare ciò che è stato (il passato) non dimenticandolo, ma bensì elaborandolo con una nuova consapevolezza, dunque comprendendolo profondamente così da poter iniziare un processo di trasformazione del nostro io più profondo.

Crogiolarsi nel vittimismo e nella disperazione di certo non farà cambiare le cose. Dobbiamo avere la forza di rialzarci, riprendere il controllo della nostra vita e iniziare un percorso di profonda conoscenza di noi stessi.

Seguendo l’esempio della corda inizialmente citato, vi spiegherò come quella che definiamo fine, spesso non sia altro che un nuovo inizio dal quale possiamo ripartire così da modificare certe realtà scomode che bloccano la nostra vita.

Rialzarsi, andare avanti dopo una grave sofferenza non è mai facile, questo è certo, ma basta sforzarsi di cambiare il modo di vedere le cose in quanto tutto è relativo, e come per magia questi momenti difficili potrebbero divenire una nuova occasione di vita, dove con un po’ di coraggio potremmo rimetterci in marcia e ricominciare, poiché per natura l’essere umano è nato per la sopravvivenza.

La capacità di rialzarsi e andare avanti dopo un momento difficile viene definita "resilienza". L’individuo resiliente è colui che sa accettare la realtà delle cose, positive o negative che siano, dando un significato ad ogni evento della vita, ma soprattutto, ha la capacità di migliorarsi.

La resilienza è una caratteristica presente in ogni individuo, ma a secondo del contesto esterno in cui si vive (famiglia, società), può risultare più o meno accentuata.

L’andare avanti, il rinascere, accettando anche alcune scomode realtà di noi stessi, comporta avere il coraggio e la forza di comprendere che la vita è fatta di momenti difficili in cui ci sentiamo bloccati, di momenti di crisi in cui ci sentiamo smarriti, ma anche di momenti positivi in cui ci spingiamo in avanti e abbiamo la capacità e la voglia di creare qualcosa di positivo per noi stessi e per gli altri.

Ricorda: gli errori, le sconfitte, i dolori, le perdite ci impartiscono grandi lezioni di vita.

Sappiamo bene che purtroppo il passato non può essere modificato, ma si può sempre imparare dagli errori e dalla sofferenza affrontando il dolore, accettandolo, tirandolo fuori ed elaborandolo. Questo è l’unico modo per iniziare a lasciarlo andare via.

Se non conosci il tuo nemico non potrai mai batterlo!

Non possiamo far finta che quel dolore non esista, perché se lo sentiamo è lì per un motivo, dobbiamo solo imparare ad ascoltarlo e a capirlo, e una volta illuminata la nostra consapevolezza, tutto ci sarà più chiaro e saremo pronti a lasciarcelo alle spalle per far spazio al cambiamento.

Ma ricordate, la consapevolezza comporta il lasciare il vecchio per far entrare il nuovo. Dobbiamo liberarci dei fardelli che ostacolano il nostro cammino.

Nella nostra cultura la parola morte/fine viene spesso associata al concetto di perdita inesorabile di qualcosa che non potremmo mai più avere, dunque ciò implica una connotazione negativa del termine. Ma se ci sforzassimo di cambiare la visione del concetto (morte/fine), esso potrebbe essere reinterpretato come la necessaria premessa per un nuovo inizio, spesso migliore perché accompagnato da una maggiore consapevolezza ed evoluzione della mente umana; dunque, mettere in discussione le nostre credenze, idee e pensieri ci porrà nella condizione di poter ridisegnare un nuovo presente.

In tutto ciò, determinate sarà l’approccio al cambiamento, al diverso e al nuovo.

Lasciare andare solide certezze (pur negative che siano) verso l’incerto, solitamente genera paura. Staccarsi dal conosciuto per andare verso lo sconosciuto potrebbe sviluppare nella mente dell’essere umano un profondo senso di crisi spesso accompagnato da un’incontrollabile sensazione d’ansia.

Ma sappiate che affrontare i nostri fantasmi e lasciarli andare, sarà condizione indispensabile per raggiungere quel nuovo livello di consapevolezza e benessere tanto auspicati.

Riguardo la paura del cambiamento, avete mai sentito parlare di Profezia che si autoadempie?

In psicologia sociale, una profezia che si autoadempie, si manifesta quando un individuo convinto e timoroso del verificarsi di determinati eventi futuri, altera il suo comportamento in un modo tale da finire per causare tali eventi. Dunque la profezia che si autoadempie sta ad indicare l’influenza che esercitano le convinzioni mentali sulla costruzione della realtà, incidendo significativamente sulla visione che un individuo ha di sé stesso e del suo modo di apparire agli altri e nel mondo. Per tale motivo, gli esseri umani sono propensi tendenzialmente a creare schemi mentali rigidi che ripetono nel tempo confermando la propria visione delle cose.

Per affrontare la paura del cambiamento è quindi importante abbandonare tali schemi mentali. Non è detto che tutto andrà male, perché se pensiamo al peggio faremo in modo che il peggio arrivi, se invece abbiamo il coraggio di cambiare tali schemi e pensieri, inizieremo spontaneamente a sviluppare situazioni e stati mentali positivi.

Se vogliamo che le cose cambino, prima dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare, cominciando a vedere le cose da un altro punto di vista.

Per ricominciare inoltre è importante avere un buon livello di autostima, saper credere in sé stessi e avere il coraggio di reinventarsi verso qualcosa di più adatto a noi, che ci faccia stare bene, o comunque meglio rispetto alla condizione passata.

Nulla accade per caso, e spesso una condizione negativa rappresenta la condizione ideale per riscattarci e ricrearci a nuova vita. La vita è imprevedibile, spesso accadono cose spiacevoli verso la quale siamo impotenti, non abbiamo la possibilità di cambiarle si è vero, ma possiamo sempre reagire, agire, immaginare e desiderare.


"Il guerriero della luce crede. Proprio come credono i bambini.

Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.

Poiché ha la certezza che il proprio pensiero possa cambiargli la vita,

la sua vita comincia a cambiare.

Poiché è certo che incontrerà l’amore, l’amore compare

Quando desideri qualcosa,

tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.“

(Paulo Coelho)

Nel cambiamento e nel concetto del lasciare andare è essenziale il nostro modo di vivere il tempo. Tutti noi spesso commettiamo l’errore di vivere nel passato, frantumandoci per vecchi ricordi, rancori, dolori ecc, oppure viviamo rivolti verso il futuro, un tempo ipotetico, caratterizzato da molti speriamo, chissà, magari, forse, dunque un tempo che ancora non esiste. Nel frattempo la nostra esistenza scorre via veloce mentre noi ci sforziamo di vivere un tempo che è già andato e un tempo che non sapremo mai se arriverà.

Il giusto tempo dove poter vivere veramente, agire e cambiare non è altro che il presente.

“La vita non è una gara ma un viaggio da assaporarsi in ogni suo passo lungo il percorso. Ieri è storia, domani è mistero e oggi è un dono: è perciò che lo chiamiamo: il Presente”.

(Bil Keane)


Ma attenzione, in questo processo le aspettative possono diventare degli elementi bloccanti. Collegare la nostra felicità alla realizzazione di uno stato che non dipende dalla nostra volontà, è un rischio troppo elevato e una possibile delusione prevista. Dunque, è giusto sognare quando il sogno si manifesta ad immaginazione, ma vivere di aspettative è come vivere di false illusioni.

“La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia.“

(Gandhi)


Riferimenti:

Manuale del guerriero della luce. Paulo Coelho 1997

Cit. William Aloysius Keane fumettista americano

Cit. Mahatma Gandhi, politico, filosofo e avvocato indiano.


Dott.ssa Antonella Ciotta





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